Chiusura per ferie Giugno 8, 2008
Inviato da thelondoner (admin) in : Comunicazione di servizio , 4commentiIl sottoscritto parte e va a cercare fortuna nella più grande capitale europea. Il ritorno non è programmato e Internet dove andrò sarà un grande punto di domanda, quindi ci vediamo fra una settimana, fra un mese, fra due, chi lo sa.
Mentre qua la connessione già fa cilecca per dispetto, saluto tutti e auguro buona estate!
Di una cosa non mi capacito: Maggio 27, 2008
Inviato da thelondoner (admin) in : Comunicazione di servizio, Serietàzero, bizzarrie , aggiungi un commentoper quale assurdo motivo gli iscritti ai feed RSS di questo blog aumentano vertiginosamente (in proporzione rispetto alla sua modesta entità, ovvio) nei periodi in cui non scrivo nulla?
Forse un premio perché mi astengo dall’inquinare la Rete con le mie ciavarìe?
Twitterate notevoli Maggio 23, 2008
Inviato da thelondoner (admin) in : Serietàzero, bizzarrie , 1 commento finoraNota che l’odore del deodorante intimo gli ricorda tanto quella bella, vissuta camera d’hotel in Bayswater un paio di anni fa.
Si annusa nostalgicamente le ascelle.
Non conventional- 13: Un’ammissione di manchevolezza (piuttosto umana in fondo) Maggio 21, 2008
Inviato da thelondoner (admin) in : L'emporio dell'Asceta, Serietàzero, bizzarrie, riflessioni estemporanee , 2commentiHo aggiunto alla lista di cose da fare
Conoscere qualcuno che sappia discorrere con pari, elevato livello di conoscenze indistintamente in merito a Kant o alle svedesi bonazze
Ché, a parte la sfida in sé, sento di avere delle serie lacune in almeno uno dei due campi. Gnoseologicamente parlando.
Misteri genealogici a Paperopoli Maggio 19, 2008
Inviato da thelondoner (admin) in : Animali, Libri e Letteratura, Serietàzero, bizzarrie , 3commentiUna cosa non ho mai capito della città di Paperino&Co.: son tutti cugini/nipoti/zii. Paperino è nipote di Paperone, Qui, Quo e Qua sono nipoti di Paperino, Evy, Amy ed Ely sono nipoti di Paperina; Gastone è cugino di Paperino; tutti sono nipoti di Nonna Papera; Ciccio, Paperoga e qualche altro addirittura non hanno una precisa collocazione genealogica. Sembra che i fumettisti vogliano a tutti i costi evitare riferimenti all’atto riproduttivo, per cui non esistono genitori, soltanto fratelli e sorelle di genitori che piuttosto cinicamente se ne sbattono dei figli e li lasciano in giro per il mondo. Perché?
Io una mia teoria ce l’ho: forse l’oscurantismo paperogenetico ha strettissime attinenze col carattere pseudo-asessuato dei personaggi, che non sembrano per nulla imbarazzati dal girare con le pudenda all’aria - ma, incomprensibilmente, non appena Paperino si ritrova senza giacca, gli si tingono le guance di rosso dalla vergogna.
Forse ha gli attributi sulla schiena.
Il Robocop di quartiere Maggio 18, 2008
Inviato da thelondoner (admin) in : La mia terra, Opere e Giorni, Personale, Serietàzero, bizzarrie, scandalo , aggiungi un commentoStanotte, alle 3 e mezza, c’era un simpatico vicino che si esercitava alla batteria sopra canzoni alla radio ad altissimo volume, ad esempio Sick and Tired di Anastacia e Come as you are dei Nirvana.
Fra l’altro, non era nemmeno capace di andare a tempo.
Dico solo questo: entro stasera, costui non sarà più.

Nuovi nonnismi Maggio 16, 2008
Inviato da thelondoner (admin) in : Serietàzero, tv , 6commentiUn pensierino sui cartoni animati come discriminanti generazionali.
- Ma tu lo guardavi Lady Oscar?
- Certo che sì, che domande…
- Ma quando c’era la sigla dei Cavalieri del Re o quando c’era quella nuova di Cristina d’Avena?
- Quella di Cristina d’Avena, perché?
- Tsk, sfigato…
Dal dentista Maggio 15, 2008
Inviato da thelondoner (admin) in : Opere e Giorni, Personale , aggiungi un commento
Non so, ma l’idea di una, due, tre persone che ti inflino in bocca ferri e specchietti e cartine e attrezzi vari, scrutandoti dall’alto, e poi quel riflettore da obitorio, insomma tutto questo mi fa pensare sempre a un quadro di Goya, Saturno che divora i suoi figli, una cosa grottesca, invasiva: non è che provi ansia o agitazione o che… E’ più una specie di sdegno ideale/intellettuale, non saprei bene come esprimerlo.
I dentisti sono sadici. Oggi la mia mi ha messo una fontana di diserbante in bocca, così per disinfestare l’ambiente pensavo io, e spruzzava acquastra ovunque, tranne che sul miracolosamente lindo bavaglino verde ospedale (quelli che hanno il gancio di ferro, non si sa bene perché quando potevano farlo di plastica e risparmiare… Ma quella dei dentisti è un’ossessione ferrosa).
Poi a un certo punto sembrava quasi che in tre volessero montare a cavalcioni sulla poltrona coi piedi per far presa meglio su un dente.
Non se ne parla poi di quel momento in cui mi hanno appoggiato un ferro sul labbro inferiore e poi non si sa bene perché si sono allontanati tutti… Al che ho pensato che quella che avevo in bocca fosse una molotov e che i tre carpentieri del Re si stessero mettendo al sicuro da un’imminente deflagrazione.
Un’altra cosa che mi indispettisce è che non si capisce un’emerita cippa di quello che dicono. Con quelle cavolo di mascherine addosso, si sente: “Abbewebooo occlusione…” “No, per me satteweeeene sutura”. Potrebbero parlare di buchi neri e antimateria tra il primo e il secondo molare superiore, o di vermi solitari che si annidano tra i denti del giudizio, ma comunque ne rimarrei all’oscuro.
Poi finisce tutto, e magari la serpe di segretaria mi offre campioncini gratuiti di diavolerie varie. Senza mai specificare a cosa servano, se ti interessa ti impari l’arabo, il cinese o il greco moderno (le uniche lingue in cui sono scritti ingredienti e amenità varie). Sia mai che da quei denti perfetti (mi domando se lei paga per le visite dentistiche…) esca qualche spiegazione: “Questo dentifricio serve a far spuntare una fila di denti extra, come gli squali. Questo colluttorio invece farà crescere una pianta di fagioli magici sotto la lingua, ma attento al gigante e agli scagazzi delle aquile d’alta quota”.
E poi il preventivo.
380 euro.
Esticazzi.
Apologia di Fazio Maggio 13, 2008
Inviato da thelondoner (admin) in : Attualità, Spettacolo, Stampa e media, tv , 1 commento finoraTutti a spalare letame su Fazio ultimamente. Ma secondo me non se lo merita: in fondo se ci pensiamo lui è un presentatore di una trasmissione NON politica, che ogni tanto parla di politica ma quando lo fa, a mio parere, lo fa in toni molto generali, di striscio. Fazio incarna la figura del presentatore super-partes, quello che di suo non deve metterci un granché, dev’essere un’ombra, un burattinaio che comanda il palco con fili invisibili.
Capisco che ogni tanto sia un po’ melenso, un po’ viscido, che l’aura di candore di cui si ostina a circondarsi possa risultare anche vomitevole a tratti, ma è il suo stile. Non si tratta di pigrecomezzismo o di lingue marroni, semplicemente ha uno stile sobrio, un temperamento mite. E’ uno di quelli che le mani le stringe con indecisione, e d’accordo, a pelle certa gente può far storcere il naso ai più ruspanti (me compreso, dovessi averci a che fare di persona). Ma in fondo sa essere ironico, si presta alla battuta, fa (gli scrivono) domande interessanti, e poi lo ripeto, la trasmissione è di cultura, non di politica. Non gli si richiede di schierarsi, anzi sarebbe improprio per il suo ruolo.
Se poi consideriamo che Che Tempo Che Fa è una delle poche trasmissioni tv guardabili, che spesso e volentieri gli ospiti sono interessanti e le interviste azzeccate, mi limiterei a prendere atto della natura placida/accomodante del docile Fazio senza dietrologie che vogliano trovare mandanti politici o viltà di sorta.

però una foto meno da cocorita potevo trovarla, mi mina tutto sto sforzo apologetico
Gabanelli wireless e polemiche blogosferiche Maggio 12, 2008
Inviato da thelondoner (admin) in : Attualità, Internet, PC, Stampa e media, dal mondo, dalla blogosfera, scandalo, tecnologia, tv , 2commentiHo letto un paio di commenti scettici di alcuni blogger sull’ultimo caso di Report. Non ho notato argomentazioni convincenti. Molte manifestazioni un po’ banalotte e superficiali di santommasismo.
Io invece credo che, al di là dei toni spesso pessimistici ed allarmistici della trasmissione, i giornalisti che hanno realizzato il servizio (che poi se non erro è in larga parte tratto da un documentario della BBC) si siano dimostrati intellettualmente molto onesti nel sottolineare il dubbio che aleggia sulla questione. Né hanno taciuto l’analogia tra reti di telefonia mobile e reti wireless: hanno solo voluto concentrarsi sulle seconde, visto che è risaputo che il loro impiego massiccio all’interno delle strutture pubbliche sembra non tenere conto di tutte quelle polemiche che invece hanno ampiamente investito la sistemazione di antenne telefoniche nel territorio.
Ma mi concentro sulla parola dubbio: è davvero scientificamente e razionalmente irrilevante? Nella puntata si parla di principio di cautela, un elemento assolutamente da non sottovalutare. Il principio di cautela non è stato rispettato per le reti telefoniche, e ancor meno è oggi rispettato per le reti wireless, dato che non le investe il pregiudizio tipico delle prime - e un pregiudizio, lo ricordo, non è sbagliato a priori.
I fatti dicono che non sappiamo. Ma dicono anche che sussistono elementi, pur minimi, pur impercettibili, che ci orientano verso la tesi della dannosità delle onde elettromagnetiche. E se ciò è vero per i cellulari, è ancor più vero per i computer che abbiamo tutti i giorni anche per diverse ore a pochi centimetri dal nostro cranio. Perché di fatto, stiamo scegliendo di metterci in casa reti elettromagnetiche simili a quelle che le comunità locali avversano molto più manifestamente.
Possiamo negare gli interessi economici dietro la tecnologia Wi-Fi? Possiamo negare che molti stati nordici, all’avanguardia su queste tematiche, stanno pian piano prendendo in maggiore considerazione la questione? Possiamo negare che Berlino ha invitato i tedeschi ad usare il meno possibile le tecnologie wireless, sempre per il principio di cautela che (altro che irrazionale) è una manifestazione del sano scetticismo che sta alla base, fra l’altro, della scienza (contro l’arroganza su cui si basa, spesso, il potere economico)?
No, non possiamo negarlo. Questi non sono dubbi, sono fatti.
Con le tecnologie wireless, cellulari e ancor di più Wi-Fi, abbiamo scelto (o ci è stato imposto) di percorrere un sentiero ancora completamente buio (per godere, certo, dei ben più chiari vantaggi che ne derivano). Non sappiamo se le nuove generazioni risentiranno di danni a lungo termine dall’impiego di questi sistemi, semplicemente ci troviamo di fronte ad un’incognita.
E fare gli “gnorri” non è certo il miglior modo per assicurarsi di uscirne indenni.



